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Ultimo aggiornamento 2019-08-19 at 16:49

Il confetto è un dolce formato da una mandorla ricoperta di zucchero, ma sono ormai diffuse molte varianti formate da un nucleo di pistacchi, nocciole o cioccolato ricoperti, appunto, da zucchero. Si tratta di una specialità già dagli inizi usata come simbolo di fortuna e prosperità, prodotta fin dai tempi antichi.

Confetti alla mandorla

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Confetti azzurri

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Confetti rosa

confetti rosa nascita e battesimo

Storia di confetti

Il confetto, da sempre, fa parte della tradizione italiana ed è conosciuta nel mondo. Segni caratteristici di una cerimonia importante che viene valorizzata proprio dalla presenza di questi deliziosi dolcetti che sono apprezzati da grandi e da piccini.

Da dove nascono? A cosa devono la loro continua richiesta? Perché sono tanto importanti? In effetti le domande che ruotano attorno a questo “chicco” di mandorla e zucchero sono tantissime e tutte con delle risposte affascinanti che fanno apprezzare maggiormente questo “prodotto unico”.

Il significato più importante, che lo ha reso immancabile nelle cerimonie, è proprio l’augurio di felicità e buona fortuna che si spera sempre di avere nella vita. La sua storia è antichissima e ha radici tipicamente italiane.

I confetti, dove sono nati

Secondo gli storici, il confetto, è nato nell’epoca romana. Ci sono testimonianze di questa specialità presente soprattutto nelle cerimonie per le nascite di bambini e matrimonio, ma a quanto pare era leggermente diverso. Lo zucchero non appartiene alla macchia mediterranea e quindi, non esistendo in quell’epoca, si usava avvolgere la mandorla nel miele, molto prodotto in epoca romana, insieme alla farina, che serviva come collante. Per gli antichi romani, il confetto, era una specialità da mangiare solo in determinati occasioni, vale a dire quelle maggiormente importanti.

Lo possiamo considerare come il “nonno” del confetto conosciuto attualmente e, negli anni, si è evoluto nel modo come lo conosciamo noi.

Esiste anche un’altra versione della storia che lo data all’incirca dopo l’anno 1000 dove era una prelibatezza che veniva usata esclusivamente dalle case nobili. In questo periodo si usavano le mandorle, anice e semi di coriandolo che veniva sempre avvolto in uno strato di miele che si lasciava indurire. Veniva conservato in scatole molto pregiate da offrire agli ospiti come dolce di benvenuto.

Nella famosissima città di Venezia, dolci simili al confetto, venivano trasportati dai mercanti come una specialità estera, direttamente dall’Impero bizantino esisteva la tradizione di gettarla ai bambini durante delle feste popolari tradizionali. Ciò nonostante sembri che, dolci simili, siano stati adottati dal popolo arabo, dove, secondo una storia tramandata oralmente, il confetto, era usato come medicinale. Nel senso che si preparavano le medine particolarmente amare che veniva ricoperte dal miele per renderlo maggiormente facile da mangiare.

Riassumendo esistono molte storie “varianti” che lo collocano come una specialità tipicamente Europea con una particolare preferenza italiana. Secondo gli storici sono molte le testimonianze, anche in affreschi ritrovate nelle case degli antichi romani, che confermano la prima teoria, vale a dire che esso fu creato per celebrare determinate cerimonie nell’epoca romana.

Il confetto dal miele allo zucchero

La forma attualmente conosciuta del confetto, vale a dire allungata e ricoperta di zucchero, è iniziata a cambiare con l’avvento dell’uso dello zucchero.

In Italia, la canna da zucchero, non fa parte della macchia mediterranea, quindi venne introdotta dall’estero. I primi documenti, che riportano l’uso corrente dello zucchero, sono datati nel ‘700 D.C importata dagli arabi, ma dai costi proibitivi, tanto che era usata solo da casate nobili in determinate occasioni.

Nel 1.400 D.C diventa maggiormente in uso anche a livello popolano poiché l’esportazione e la richiesta aumenta notevolmente. Il mondo arabo inizia ad esportare grandi quantità di zucchero fino a renderlo maggiormente accessibili anche a persone più povere.

In effetti, i piccoli bottegai notarono come questo alimento affascinasse e fosse gradito da donne e bambini, quindi venne richiesto per essere lavorato in ricette e nuove creazioni. Nel 1.400 D.C si nota che Sulmona, nota città abruzzese, cominciarono a creare delle ricette alternative dell’uso di confetti e zucchero. Nel monastero di Santa Chiara nacquero i confetti come si conoscono oggi e quell’arte venne insegnata ai piccoli bottegai che crearono la storia del confetto in tutte le sue varianti.

Naturalmente il successo del confetto si estese in breve tempo in tutta Italia e divenne una specialità caratteristica del rinascimento dove veniva offerto agli ospiti durante i festeggiamenti e sacramenti che si tenevano presso le chiese. Un dolce specialmente preferito dal clero che usava distribuirlo al popolo sempre rispettando dei giorni e momenti particolari oppure omaggiando artisti e nobili quando erano in visita nei propri possedimenti.

Si nota come la sua evoluzione, dal miele allo zucchero, lo rese maggiormente trasportabile e anche la sua “conservazione” aiutava i commercianti a proporlo in tutta Italia fino a diventare un commercio fiorente. La città che produceva maggiormente questi dolcetti era Sulmona battezzata come “La città dei confetti”. Ancora oggi le sue specialità sono definite le più buone in tutto il mondo e la richiesta mantiene florido questo commercio.

Manifattura del confetto

La lavorazione del confetto è molto particolare, lunga e meticolosa. Esistono diverse varianti dei sapori, piccole specialità tradizionali, altri confetti posseggono diverse miscele che sono nate per determinate casate nobili, quindi ad ogni uno di essi si attribuiscono qualità e tradizioni diverse.

Per creare il confetto si lavora lo zucchero in pentoloni di rame dalla forma ovale e con la bocca molto grande, essi si devono muovere in un moto rotatorio. Questo pentolone gira su una fiamma con una pendenza di 45% dove il “cuoco” controlla, dalla bocca della pentola, che lo zucchero si sciolga correttamente per poter avvolgere la mandorla che viene introdotta solo quando lo zucchero è diventato liquido. Durante questa rotazione si aggiungono notevoli strati di zucchero che si indurisce per ottenere il confetto così come lo conosciamo noi.

Naturalmente ci sono diverse tipologie di pentole che regalano anche diverse “cotture” di confetti che possono avere tempi più o meno lunghi di lavorazione.

Specificando il processo di lavorazione, per comprendere quanta cura occorra per produrre il confetto, possiamo dire che nei pentolini si aggiunge anche una soluzione di saccarosio, insieme allo zucchero, che aiuta la vaporizzazione e rende maggiormente liquido lo zucchero, per l’appunto, che riesce ad avvolgere la mandorla in modo uniforme senza anomalie di superficie.

Una volta che esse sono completamente avvolte vengono essiccate e rivestite da una lacca alimentare che lo conserva perfettamente per molti mesi.

La lavorazione, come possiamo notare, è molto meticolosa e richiede un tempo di lavorazione di almeno 3 giorni, nei quali si eseguono tutti i passaggi sopra elencati per avere il confetto cosi come lo conosciamo attualmente.

Anticamente, il confetto, poteva avere anche delle colorazioni diverse in base alle spezie che si usavano per dare anche sapori diversi e caratteristici secondo le richieste dei clienti. Oggi si usano i coloranti artificiali per regalare diverse colorazioni per diverse cerimonie che sono importanti e quindi meritano di avere la specialità del confetto come omaggio per i propri ospiti.

Il nome del confetto

Una specialità di antica ricetta che non aveva mai un nome specifico per identificarlo, ma che è molto conosciuto in tutta Italia. Un dolcetto della città di Sulmona che fa chiedere da dove derivi il nome “confetto”.

Il termine deriva dalla parola latina “confectum” che indica il participio passato di confincere che tradotto in Italiano, significa “confezionato”. Durante l’epoca medioevale il confincere si riferiva alle confetture di frutta secca avvolte nel miele.

Nel trascorrere dei secoli e anche mischiando i vari dialetti che indicavano questo dolce, si è giunti ad avere diverse evoluzioni della parola “confetto” che ha mischiato un po’ il suo significato originale. Proprio perché veniva richiesto in tutta Italia specialmente da casate nobili si usava modificare la pronuncia con il proprio dialetto della regione di appartenenza.

Dalla parola confincere si trasformo in “config” in alta Italia mentre si pronunciava “cunfiett” in bassa Italia e divenne confetto conosciuto in tutta Italia nei giorni d’oggi.

Curiosità scaramantiche sul confetto

La scaramanzia è una forma di “arte” e timore tradizionale che induce la fortuna ad essere più o meno presenta nella vita delle persone seguendo determinati riti da compiere, cose da mangiare e giorni da rispettare.

Ogni cosa ha un rito scaramantico e il confetto non fa differenza, ma perché proprio questo tipo di dolce? Nell’antica Roma, la nascita del confetto, mischiava due alimenti altamente prelibati che, solitamente, erano permessi solo ai nobili e ricchi senatori e matrone romane. Due alimenti cari a diverse divinità che concedevano, agli uomini, di poterli assaporare.

Proprio per la vicinanza alle divinità pagane sono nate come una specialità di buona fortuna, augurio di prosperità e serenità.

Nella tradizione del galateo si usa distribuire i confetti in sacchetti che ne contengano in numero dispari, mai pari. Per quale motivo? Perché il numero dispari, per scaramanzia, indica il pensiero dell’invisibilità del soprannaturale, di qualcosa che benedice le nuove nascite, l’unione o anche altri tipi di eventi importanti nella vita quotidiana.

Confetto il dolce dell’amore

Il confetto è da sempre riconosciuto come una specialità per gli innamorati. Infatti, sempre nell’antica Roma, era solito usare questo dolcetto per omaggiare gli ospiti che erano presenti alle nozze di personaggi famosi ma anche per le nuove nascita. Ciò nonostante questa tradizione è perdurata fino a noi anche per le caratteristiche scaramantiche e il significato di “buona fortuna” che gli è stato attribuito.

La sua caratteristica principale è quella di essere attribuita come dolce per gli amanti proprio per come è stato creato. Il cuore di mandorla e l’avvolgimento del miele, parlando del “confetto” conosciuto nell’antica Roma, stava ad indicare proprio due persone che si univano per la vita con la speranza che sarebbe stata una unione dolce. Una creazione molto particolare dove il significato principale è proprio l’amore.

Sicuramente ci si chiede come mai, avendo questa caratteristica tradizionale, sia usata per celebrare anche le nascite e gli eventi ritenuti importanti. Il significato rimane sempre l’Amore, inteso come amore filiale, per quanto riguarda i bambini, e amore passionale, per quanto riguarda gli eventi importanti della propria vita.

Un filo conduttore molto romantico che fa apprezzare maggiormente il “confetto” in tutte le sue sfumature. Quindi, ogni volta che richiedete questo “dolcetto”, sappiate che ha una storia lunga e piena di tradizione, con risvolti romantici che hanno sempre un significato profondo.

La patria del confetto

L’Italia è conosciuta nel mondo come la Patria del Confetto, possiamo dire che in effetti è proprio così. L’usanza tradizionale di questo dolcetto lo ha fatto conoscere nel mondo, ma non esiste alcuna cerimonia italiana che non possiede il confetto nel suo menù.

Uno dei confetti maggiormente prelibati è quello con la mandorla d’Avola, mandorla tipicamente siciliana. Possiede una forma piatta dove lo zucchero si stende in modo perfetto ed uniforme, ma dal sapore intenso. Essa è maggiormente utilizzata proprio per diversi confetti, ma rimane altamente prelibata.

In Italia ci sono tante feste che vanno ad avere come protagonista proprio il confetto, specialmente a Sulmona dove è il protagonista in tutte le botteghe esistenti, ma la sua fama ha raggiunto anche l’estero.

In Spagna, ad esempio, si è creata una festa per l’assaggio dei confetti con una particolare cura proprio a questa prelibatezza, la Feria del Dulce Artesano, Peladillas y Turrones de Casinos che si svolge nel centro confettiero di Casinos.

Mentre in Francia i confetti vengono chiamati dragée ed ebbero una evoluzione nel campo medicinale, dove si usava avvolgere le medicine in zucchero e miele. Un uso alternativo che poi ha fatto ben apprezzate il confetto usato per le cerimonie invece che per medicina.

Inoltre, proprio per la sua qualità dolce, la mandorla era in uso già nella Grecia ben 3.000 anni fa ed era il frutto dedicato alla Dea Minerva che dona saggezza ed intelligenza a chiunque mangiasse questo “frutto”.

Queste sono le testimonianze nell’estero ma rimane il fatto che l’Italia è la patria del confetto dove lui è nato, cresciuto e che ha permeato la storia di ogni italiano fino ai giorni attuali. Una cerimonia tradizionale italiana senza il confetto rimane vuota e senza significato.

L’esportazione di questa specialità italiana è molto richiesta all’estero nonostante possa essere di prezzi alti, rimane comunque un mercato florido e costante.

In Italia se ne trovano di tutti i gusti che possono accontentare anche le preferenze di determinati clienti. Si trovano con sapori esotici, con ripieni diversi dalla mandorla, anche con frutta candita oppure con preferenze di spezie. Per ogni persona esiste il suo confetto, quindi potete anche personalizzare la vostra cerimonia con gusti e colori del tutto personali.